30 luglio 2006

Bianchi Cavalieri delle Stelle

......sembrano sempre più lunghe le notti, il cielo
si colora di rosso e le nubi coprono tragedie immani.
I fratelli ancora combattono nell'ombra di un tempo
che non ha fine e non ha principio, eterno diverbio
di giustizia infinita.
Antichi Gurdiani mai distratti, Bianchi Cavalieri delle Stelle
sempre pronti a percorrere le Vie del Cosmo nel sacrificio
di se stessi ancora si presentano sul campo, mai stanchi
e mai affranti da miserie terrene.
Il Cosmo chiama i suoi figli più prodi e meravigliose stelle
assistono nel silenzio delle galassie al loro accorrere,
testimoni silenziosi e affranti del loro sacrificio.
Molte volte il Tempio è stato distrutto, ma i Cavalieri che
lo servono non necessitano di pietre per riconoscerlo, lo
portano inciso nel cuore e nessun nemico potrà mai
distruggerlo, mai si placa l'ingordigia di chi vuol prevalere
sull'essenza d'altri e i Bianchi Cavalieri sono ancora sugli
spalti della prima fila a proteggere chi nemmeno si avvede
del loro esistere, in un corpo han conosciuto il prezzo del
tradimento ma nessuno potrà spegnere la loro essenza
al servizio del Tempio, fatelli nella Luce e fratelli nel nemico,
resteranno fermi al loro posto e non importa se il prezzo
sarà ancora di quella vita o di quel corpo, non cederanno.
Il contenzioso si sposta nel tempo e nello spazio senza
perdere il suo aspetto di lotta per l'evoluzione dove non
non è permesso che il cammino di una razza sia il frutto
indotto della morte di un'altra, tutto è in cammino e tutto
è in evoluzione, ognuno segue il suo ciclo e il suo tempo,
dove silenziosi guardiani ossservano che tutto si svolga
nel Giusto del Disegno Divino ..........

eleon

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25 luglio 2006

Polverosi schemi



Polverosi schemi tracciano il sentiero che la mente percorre,

persi in un limbo senza tempo li percorriamo incerti,
senza il conforto di un intelletto diastratto e incapace
incapace di lacerare il velo ormai consunto dal tempo.

Il vento del sole porta i cosmici suoni che richiamano
le scie delle stelle nascoste nella luce del giorno
a cantar le gesta di antichi fratelli che le percorrevano.

Viandanti di un tempo senza fine e senza principio
evanescenti figli di remote ragioni dell'essere
trasmigratori di una coscienza a cui tutto appartiene.

Nel brutale svolgersi della materia si perde il filo che
unisce il tempo al tempo, memorie labili di confini
perduti nel vento solare che li racconta a silenziose
stelle stupite nello splendore del cosmo

Eleon




...

18 luglio 2006

...è tempo di andare

.....è tempo di andare
anche l'ultimo trasporto è partito più nulla ci trattiene quì,
si potrebbe pensare ad un'avventura finita male, una storia
da dimenticare, forse, ma questa guerra segnerà a lungo
le nostre matrici, così come resterà in quelle dei fratelli
nemici in questo frangente.
Il desiderio di potere e sopraffazione non ha tempo e non ha
luogo, sempre si manifesterà per tutte le galassie, per questo
che il ricordo non và cancellato, lo terremo sopito, senza
desiderio di vendetta ma non cancellato, gli eventi potrebbero
ripetersi, in altre forme e in altri tempi e l'origine che li genera
non cambia, l'accesso all'energia e il controllo delle razze meno
evolute sono sempre stati gli imput di partenza delle azioni.
Non è stato facile, abbiamo resistito con tutti i mezzi possibili,
ma alla fine la scelta di distruggere il pianeta per non lasciarlo
in mano al male del momento è stata inevitabile, non si poteva
permettere che tecnologie così evolute finissero in mano
a razze senza scrupoli, l'energia è vitale per tutti e di tutti
dovrebbe essere, il controllo non solo può essere deleterio
ma l'uso improprio è fonte di conquista fatta a caro prezzo
per chi si trova costretto a subirla.
L'ordine cosmico ha le sue regole evolutive, ogni razza ha
il suo cammino e il diritto di percorrerlo, troppe mutazioni
genetiche sono state effettuate per scopi di puro potere.
Ci resta la consolazione che le matrici originarie sono
immutabili anche se le scelte di campo potrebbero non
collimare e ancora ci troveremo di fronte l'eterno nemico
che mai cede nella sua opera disgregativa dell'ordine
cosmico.
Opera necessaria al naturale esprimersi del disegno
evolutivo ma che non può superare il limiti dati dal disegno
stesso, le matrici dei gurdiani sempre vigilano perchè questo
non accada, un disequilibrio oltre misura potrebbe rappresentare
la distruzione del cosmo intero, uno scontro di masse
opposte innescherebbe una reazione a catena non più
controllabile che così come lo ha creato potrebbe farlo
implodere su se stesso, molti gurdiani sacrificano la loro
esistenza in ogni razza perchè questo non accada, solo
la matrice energetica saprà attraversare lo spazio infinito,
senza perdersi mai, per ripresentarsi quando la situazione
lo richieda e la giustizia dell'evoluzione sia minacciata
perchè ogni razza ha il diritto di scegliere il suo cammino,
non importa quanto lungo e difficile sarà, così è stato
scelto...........


eleon


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17 luglio 2006

Altair

Erano ormai molti periodi che avevo preso l'abitudine di
fermarmi
in silenzio a guardare lo spazio che circondava
il nostro pianeta,
certamente era un piccolo pianeta e la
curva dell'orizzonte era
ben definita sullo spazio circostante.
La massa imponente di Quotar continuava ad impedire alla
luce di
Altair di raggiungerci da molto tempo e nella
desolazione di quel
buio le ormai scheletriche forme delle
nostre strutture si stagliavano
sulla curva dell'orizzonte come
fantasmi perduti nel tempo.

Non era un bello spettacolo ma non posso negare che avesse
anche
un suo fascino spettrale dato dall'ammasso degli
intrecci metallici
che si distinguevano sullo sfondo
delle stelle circostanti.

Forse un piccolo pianeta, si, ma quando eravamo giunti qui
si stava
bene, sapevamo che il suo ciclo poteva perdere
la regolarità,
sapevamo che il nostro nucleo con il suo
lavoro non era ben accetto
da molti e qualcuno più forte
poteva interferire sul suo equilibrio,
ed era quello che era
successo trasformando un buon posto in
un luogo inospitale.

I più erano già partiti, non valeva la pena di combattere
tanto
per un luogo che non poteva più sostenerci, il pensiero
di un nuovo
viaggio che sarebbe stato un salto nel buio
non consolava nessuno.

C'era una possibilità remota intorno ad un piccolo sole che
sembrava
essere stabile ma qualcuno avrebbe potuto
seguire la scia del nostro
viaggio, i relitti di molte navi
popolavano ancora lo spazio circostante

e questo pensiero non poteva essere certo incoraggiante.

Nessuno di noi si preoccupava della propria incolumità,
eravamo
abituati a sfidare le forze esterne, ma non potevamo
certo nasconderci
le difficoltà che avremmo incontrato
lungo il percorso,il ritorno in una
materia densa implicava
molte incognite, il ricordo dei tempi della
materia era
ormai
lontano nelle nostre energie e avremmo dovuto
ricostruirlo senza conoscerlo.

L'incognita più grossa era certamente quella di non poter
ricordare la
nostra origine e le nostre capacità, che sarebbero
andate perse
nell'abbassare le vibrazioni per entrare nella
materia densa e
difficilmente riconoscibili in quell'ambito
di sensibilità limitata dalle
vibrazioni così basse.

Le possibilità di riuscita c'erano e la sfida era grande
anche se il
tempo che in quei luoghi era materializzato
sarebbe stato molto,
tuttavia ci consolava il fatto che
eventuali inseguitori avrebbero
avuto lo stesso tipo di
problemi
e non solo qualcuno dei nostri
avrebbe potuto perdersi in questa avventura.
Non sapevamo quali forme avremmo incontrato, il loro
livello
energetico e se la loro matrice avrebbe potuto
combinarsi con la
nostra perché non avremmo potuto
conservare per lungo tempo

la nostra forma in quella dimensione.

Una scelta non facile con la prospettiva di un difficile e
lungo ritorno,
ma non si poteva nemmeno scegliere di
fermarci, avevamo scelto di
agire per il bene comune,
di lavorare perché tutto potesse procedere

nel giusto modo per tutti, forse questo piccolo pianeta
ormai freddo
era anche il segnale più forte che indicava la
Via e l'idea di non potersi
mai fermare lungo un cammino
che si è scelto di percorrere perché
tutte le forme possano percorrerlo.....



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Nel tempo che non ha età



Nel tempo che non ha età il filo della memoria conduce
le emozioni sul sentiero oscuro della mailinconia.
Si perdono nella fumosa nebbia dei pensieri che si
rincorrono senza posa da una capo all'altro della vita.
Una vita vissuta che ancora si presenta a chiamar lode o
giudizio per quello che ha saputo regalare nel suo compiersi.
Abiti stretti, o dismessi perchè abbondanti, mai di misura,
mai adeguati alla stagione corrente, sempre fuori moda.
Quale parametro sarà il portatore della giusta dimensione
in una memoria che non vuole adattarsi allo scorrere lento
del tempo, che come il mare cancella le tracce sulla sabbia.
Quella sabbia che sfugge dalle mani come i pensieri
che sfuggono dalla mente per perdersi nella malinconia.


Eleon



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